Non sentirsi sopraffatti dalla vita: l’esempio del profeta Elia

La vita è dura. Abbiamo tutti un insieme di impegni cui far fronte che a volte ci fanno sentire sopraffatti: i bambini, le scadenze, l’insicurezza del lavoro, gli impegni, i conflitti familiari….

Tuttavia, se facciamo un passo indietro e osserviamo come funziona questo sentirsi sopraffatti, ci renderemo conto che la sopraffazione non si insinua a causa di ciò che sta accadendo nel momento presente.

La sopraffazione prende infatti il sopravvento quando lasciamo che le nostre menti immaginino altri momenti o altre interpretazioni del momento presente.

La connessione tra il pensiero e le sensazioni percepite è molto profonda. Quindi, quando permettiamo al nostro cervello di concentrarsi su cose che non sono il momento presente, questo è ciò a cui il nostro cervello, e quindi il nostro corpo, inizia a reagire, determinando così come ci sentiamo. Ne consegue che, se cambi ciò a cui reagisce il tuo cervello, a sua volta cambierà il modo in cui ti senti. Forse il comando di Gesù di “non essere ansioso per la tua vita” non è così stravagante come sembra.

Molte cose possono aiutarci ad affrontare lo stress, tra cui l’alimentazione, l’esercizio fisico e il sonno, che sono fondamentali per la sua gestione. Un esempio di quanto influiscano queste cose sul nostro benessere è la storia di Elia che supplica il Signore di poter morire in pace, poi, dopo uno spuntino e un pisolino, si sente abbastanza forte da intraprendere un viaggio di quaranta giorni (per di più mentre è ricercato dal suo nemici: 1 Re 19, 1 – 8). Come può testimoniare Elia, a volte un buon pisolino e un po’ di cibo possono cambiare la nostra visione della realtà.

Tuttavia, questo non arriva ancora esattamente al cuore dell’affrontare le cose reali e pesanti che ci portiamo dietro. Cosa ci può fornire la libertà da questa pesantezza? L’essere rivolti verso il momento presente.

Ecco un esempio: ti stai preparando per un grande evento e a casa tua e c’è molto caos. Mentre stai preparando il cibo e le bevande, all’improvviso fai cadere la bottiglia che stavi trasportando. Il liquido appiccicoso si sparge ovunque. In quel momento hai delle opzioni: inizia a stressarti per cosa penseranno gli altri quando vedranno quello che è successo, o per quanto arriverai in ritardo per salutare i tuoi ospiti, o perchè magari ti presenterai coni vestiti bagnati… Oppure potresti iniziare a pensare a come mai sei così goffo e perchè combini “sempre” questo genere di cose…

Oppure puoi decidere di sentire com’è l’essere in ginocchio, pulire il liquido sul pavimento, assaporare la sensazione dell’asciugamano che assorbe il liquido, sentire le risate in sottofondo e concentrarti su ciò che sta accadendo in quel momento. Sembra impossibile farlo, ma è possibilissimo! Più pratichiamo concentrarci nel momento presente, più siamo in grado di ricevere la pace che accompagna ciascuno di quei momenti. Ci vuole pratica, ma a poco a poco tutti possiamo arrivarci!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *