Cosa proverebbe Gesù? (E perché è importante per noi)

Ti è mai capitato di leggere un brano del Vangelo e di chiederti: “Chissà cosa provava Gesù in questo momento della sua vita? Che emozioni sentiva affiorare dentro di lui?”⁣⁣⁠

(Sarei disposto a scommettere che non ti capita molto spesso.)

Per qualche ragione, tendiamo infatti a dimenticare che Gesù ha effettivamente sentito le cose nella loro pienezza, mentre tendiamo a sorvolare sulla vera esperienza che Gesù ha fatto della realtà che ha vissuto.

Nella sua umanità, sapeva cosa fosse provare tristezza, gioia e divertimento… il pungiglione del rifiuto, la rabbia, l’apprensione… ⁣⁣⁠

Avere amici, essere rifiutato e svergognato, sentire il bisogno di allontanarsi dalla folla per sperimentare momenti di preghiera personale, sperimentare un profondo dolore di fronte alla morte: Gesù sapeva bene cosa significava sentire queste cose in modo esperienziale.

Attraverso l’Incarnazione, il nostro Dio sa cosa significa essere umani, il che significa che sa cosa significa sentire le cose emotivamente.

Gesù è anche il nostro modello ed esempio che ci insegna come essere umani fino in fondo, quindi è importante cercare di capire come ha vissuto la sua umanità per sapere come vivere al meglio la nostra.

Gesù posizionò le sue emozioni proprio come faceva con ogni altra cosa nella sua vita: nel giusto rapporto con il suo amore per il Padre. Non importa quanto amasse le altre persone, non importa quanto fossero forti i suoi sentimenti, sappiamo che metteva Dio al primo posto. Era da quel fondamento nel suo rapporto con il Padre che la sua stabilità, la sua pace, la sua missione, trovavano il suo scopo.

Quando le nostre emozioni diventano problematiche? Quando ruminiamo.

Le nostre menti trasformano i nostri sentimenti in nuovi pensieri – una catena di pensieri, ciascuno collegato al successivo – che ci portano fuori dal momento presente e in nuovi scenari (immaginati) che creano emozioni ancora più intense. (Spesso non siamo nemmeno così consapevoli che questo sta accadendo.)

Perduti in queste riflessioni, perdiamo la nostra pace.

In questi tempi, possiamo connetterci a Gesù, rendendoci conto che anche nell’esperienza di tutte le sue emozioni umane, egli era completamente e totalmente abbandonato a Dio Padre e alla sua provvidenza in ogni aspetto della sua vita. Seguendo il suo esempio, possiamo metterci nella condizione di fare lo stesso nella nostra vita affettiva.

Possiamo riconoscere l’emozione, darle un nome e accettarla. Quindi, possiamo scegliere di dare la priorità a Dio, ribadendo fermamente la nostra fede nella Sua presenza. Infine, possiamo lasciarla andare.

Lascia che le tue emozioni arrivino e poi lasciale andare.

Abbiamo un Padre che ci ama e possiamo essere certi nella sua promessa che egli sta facendo tutto per il nostro bene.

“Non essere in ansia per le cose della tua vita. Non sai quanto ti ama il Padre?”

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