Matteo 6, 25-34
In questi dieci versetti ci sono otto domande in totale.
La vita non vale forse più del cibo e il corpo del vestito?
Non siete molto migliori di loro?
Chi di voi, pur impegnandosi, può aggiungere un’ora alla sua vita?
E perché preoccuparsi per l’abito?
Non vestirà molto di più voi, gente di poca fede?
Cosa mangeremo?
Cosa berremo?
Come ci vestiremo?
Il contesto
Gesù sta ancora pronunciando il discorso della montagna, che è iniziato nel capitolo cinque. Sta parlando ai suoi discepoli, ma anche la folla era radunata per ascoltarlo predicare. La moltitudine era composta da capi religiosi e da persone a caso della zona che venivano appositamente ad ascoltare Gesù.
Prima di questa serie di versetti, abbiamo un discorso di Gesù sulla differenza tra il ricevere una ricompensa terrena rispetto a una ricompensa spirituale e celeste.
Inoltre, leggiamo di Gesù che insegnava loro a pregare. Possiamo vedere questa dicotomia tra il temporale e lo spirituale in tutto il discorso della montagna.
Dopo aver stabilito chiaramente i confini tra le ricompense terrene e quelle spirituali, Gesù dice:
“Nessuno può servire due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro; oppure si aggrapperà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e mammona” (Matteo 5,24)
La tesi
Vuoi servire ciò che è spirituale o vuoi essere schiavo solo di ciò che è fisico, che è temporaneo?
Gesù dice che non possiamo fare entrambe le cose.
Il metodo
La cosa meravigliosa del modo in cui Gesù insegna è che risponde alle nostre domande prima ancora che noi le poniamo. Sa di cosa abbiamo bisogno prima che noi conosciamo noi stessi (Matteo 6, 8-32).
Dopo aver insegnato che dobbiamo scegliere chi servire e che non possiamo fare entrambe le cose, usa questa serie di domande per rispondere all’unica domanda fondamentale: “Quindi, se mi concentro su Dio e non sui bisogni fisici che ho, come potrò sostenermi fisicamente?”
Affrontare l’ansia
Tutte le otto domande evidenziano l’ansia/preoccupazione che deriva da quella domanda: “come faremo a sopravvivere?” e “cosa faremo?”
Le domande retoriche che ci portiamo dentro, non solo evidenziano (o portano in superficie) i pensieri ansiosi nascosti in noi, ma ci aiutano a concentrarci nuovamente su ciò che è importante. Riformulano il processo di pensiero disfunzionale che si verifica quando lasciamo che la preoccupazione e l’ansia abbiano il sopravvento.
Solo ponendo una certa domanda, una persona può passare da uno stato altamente ansioso, sopraffatto da una questione, alla realtà autentica della situazione.
Possiamo facilmente essere sopraffatti da “e se” e da “cosa faremo?” al punto che la realtà della situazione diventa in tal modo distorta e lontana.
Gesù il vero maestro
Gesù (maestro di insegnamento e consiglio), fa spesso domande proprio per questo scopo, ed è la ragione per cui sono così importanti.
Ha evidenziato (o portato in superficie) i pensieri ansiosi di cui sa che il suo uditorio è in preda. Prende l’ansia del “cosa faremo?” e riporta tutto alla realtà semplicemente ponendo le domande!
Matteo 6,32-34:
32. “Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno” – coloro che si focalizzano solo sul temporale e non sullo spirituale sono coloro che sono sopraffatti e preoccupati per i bisogni fisici – “poiché il vostro Padre celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose”-Dio sa di cosa hai bisogno. Lui è il tuo creatore. Gesù è preoccupato per il tuo benessere. LUI TI CONOSCE.
33-“Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.”– Metti Dio realmente al primo posto e le cose di cui hai bisogno ti saranno date come Egli ritiene opportuno. Dio promette di prendersi cura di te quando lo metti al primo posto.
34. “Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.” -Abbiamo abbastanza di cui preoccuparci in questo mondo per essere anche invischiati nell’ansia di “cosa faremo?” e “come faremo a sopravvivere?” Lascia che Dio provveda a te oggi mentre ti concentri sul posto da assegnargli nella tua vita.
L’applicazione pratica
Noi rendiamo spesso le cose difficili, Lui vuole rendercele facili.
Mentre vivi la tua vita, concentrati sulla “giustizia” quotidiana (giusto vivere) che Gesù insegna, sapendo che Dio provvederà a te quando lo metterai al centro nella tua vita.

