Vangelo del giorno: 21 settembre

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Dal Vangelo secondo Matteo (9, 9-14)


In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Medita:

Matteo era un pubblicano e un pubblico peccatore, un pubblicano, cioè un ebreo messo al servizio di Roma per estorcere denaro al suo popolo e guadagnare denaro usando la frode e l’usura che la Legge proibiva. Gesù lo guarda con tenerezza e con il suo amore lo nobilita. Gesù ripone la sua fiducia in lui e lo fa suo discepolo.

Matteo si “alzò”, forse perché Gesù lo fece uscire da quella vita trascinata. Matteo è felice di sapere che qualcuno può amarlo nonostante tutto. Così è Gesù e così dobbiamo essere anche noi. Quel felice incontro finisce con una festa, una cena.

Chi si ritiene buono non entra a cenare con i peccatori pubblici, ma resta fuori a criticare. Dio condivide e prepara la sua mensa per i peccatori. Gesù viene a guarire i malati, non i sani, per questo cerca tutti gli esclusi. E tu, sei uno di quelli che vanno a cena con i peccatori o se ne stanno fuori a criticare?

Quando sono fragile ti trovo

quando sono debolezza, lacrima o silenzio che il vento porta via.

Quando sono fragile ti cerco, ti urlo, ti aspetto…

Ti cerco e la tua tenerezza mi copre,

Ti urlo e la tua compassione mi abbraccia,

ti aspetto e ti faccio un regalo,

tutto te, tutto intero.

Quando sono fragile ti cerco, ti urlo, ti aspetto…

Benedetta fragilità allora,

perché in me non c’è desiderio più grande…

Prega

Ringrazio Dio per la sua compagnia, per i suoi insegnamenti, per la sua forza…

Termino pregando il Padre Nostro o un’altra preghiera spontanea.

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