Leggi:
Dal Vangelo secondo Luca (8, 16-18)
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».
Medita:
La lettura odierna del Vangelo di Luca ci invita ad approfondire il simbolo della Luce. Dalla parola di Dio come seme, che l’evangelista ci ha narrato nel brano precedente, arriviamo ora a vederla come luce. Il testo può essere suddiviso in tre frasi che culminano in un avvertimento:
La luce come simbolo della predicazione di Gesù (8,16). Qui Luca prende come riferimento le piccole lucerne di argilla, riempite d’olio e munite di stoppino, rinvenute negli scavi archeologici, molto diffuse nel I secolo. Il testo chiede che non vengano nascoste o coperte, ma piuttosto poste in luoghi che consentano la visione delle cose e della realtà. La luce è una caratteristica del messaggio di Gesù, la sua parola illumina il cammino verso Dio e ci invita ad essere luce per gli altri. Da qui l’interesse a non nasconderlo, a non negare la luce a nessuno. I discepoli di Gesù compresero presto che la loro missione evangelizzatrice consisteva nel comunicare la luce di Cristo risorto a quanti non l’avevano ancora ricevuta.
Il nascosto che un giorno sarà conosciuto (8,17). Questa seconda frase ci parla dei segreti rivelati. Il termine nascondere, secondo la tradizione ebraica, ci parla dei misteri di Dio che sono ancora nascosti e che verranno svelati alla fine dei tempi. La luce non solo illumina il cammino, ma ha anche la capacità di penetrare nel cuore dell’essere umano e rivelare come risponde alla parola di Dio.
Chiamata all’ascolto e monito (8,18). Il terzo detto inizia con un imperativo che ti incoraggia ad ascoltare correttamente la Parola. L’accento della frase è posto sul contenuto dell’ascolto e ogni discepolo è invitato ad aderire al messaggio, alla buona novella del Regno. La conseguenza, a mo’ di avvertimento che segue, sull’avere e sul perdere ci dice che ascoltare la Parola e accogliere il Regno sono fuori dalla normale logica. La dinamica della grazia e del dono di Dio consente ad ogni uomo e donna di ricevere il dono della Parola, quanto più si approfondisce in essa, tanto più cresce nella nostra vita. Tuttavia, chi perde il dono dell’incontro con Gesù viene relegato. Com’è il mio ascolto? Mi sento chiamato a trasmettere la luce di Gesù?
Prega
Ringrazio Dio per la sua compagnia, per i suoi insegnamenti, per la sua forza…
Termino pregando il Padre Nostro o un’altra preghiera spontanea.

