Vangelo del giorno: 28 giugno

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Dal Vangelo secondo Marco (8, 81-22)


In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva.
Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

Medita:

Uno scriba si rivolge a Gesù ed esprime il desiderio di seguirlo:  sembra che lo faccia con entusiasmo, determinazione e dedizione. “Maestro, ti seguirò ovunque tu vada.” In questo senso, le parole con cui Gesù gli risponde sembrano dure: sembra che, più che incoraggiare lo scriba, volesse dire qualcosa come “Sai in cosa ti stai cacciando?” Poi è un discepolo che gli dice: “Signore, permettimi prima di andare a seppellire mio padre”; una richiesta molto giusta. Eppure la risposta di Gesù ci lascia ancora perplessi: “Seguimi. Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”.

Quindi ci pare che seguire Gesù è impegnativo, perché ci chiederà di rinunciare a cose importanti per noi e che quindi questa sequela è solo per persone speciali. E sì, spesso nell’interpretazione che abbiamo ricevuto di questo testo ha prevalso l’accento sulla domanda della sequela, o meglio su un modo di intendere questa domanda, che si concentra su tutto ciò a cui si rinuncia. E forse ciò che Gesù vuole è proprio il contrario: aprire la nostra mente perché possiamo accogliere la novità e l’urgenza del Regno, quella che ci fa cambiare il punto di appoggio su cui fondare la vita; quella che ci introduce a un concetto più ampio di famiglia e di casa.

Gesù ci invita a collocare sia la famiglia che la casa stessa in uno spazio vitale più grande, al centro del quale c’è l’esperienza filiale di fiducia nel Padre. Lui è la nostra vera casa e intorno a lui, fratelli in Cristo, stiamo costruendo una nuova famiglia aperta a chiunque, al di là dei legami di sangue, popolo o nazione. Non è che la propria casa e la propria famiglia siano inutili; ovviamente sono importanti. Ma acquistano una nuova prospettiva quando si ricollocano e si riorientano all’interno del progetto di Dio per questa umanità e questa creazione.

Presentiamo in questo giorno al Signore il nostro mondo di relazioni e anche quello che in questi momenti ci dà sicurezza nella vita. C’è qualcosa che in questo momento dobbiamo riorientare per poter vivere più pienamente la nostra vocazione di figli e figlie di Dio?

Prega:

Ringrazio Dio per la sua compagnia, per i suoi insegnamenti, per la sua forza …

Termino recitando il Padre Nostro o un’altra preghiera spontanea.

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