Santa Chiara
Leggi:
Dal Vangelo secondo Matteo (18, 15-20)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Medita:
Cosa fare davanti al fratello che sbaglia, che inciampa, che pecca al di là degli insuccessi che spesso accadono?
Gesù, ancora una volta, ci offre la linea guida di come dovrebbe essere il nostro comportamento e ci parla di correzione fraterna.
In precedenza, è conveniente ricordare le sue parole che dovrebbero preservarci dal giudizio affrettato: Perché guardi la pagliuzza che tuo fratello ha nell’occhio e non noti la trave che porti nel tuo? (Lc 6,39-42).
Gesù ci invita a praticare la correzione fraterna, che non è altro che esprimere la nostra carità con chi fallisce. Un atteggiamento che richiede maturità spirituale e umana per facilitare il cammino. Non è facile praticarla, poiché comporta un elemento duro, la correzione. E un secondo aspetto positivo: deve essere fraterna.
In tale situazione, Gesù propone ai suoi seguaci tre passi da seguire. Il primo è praticare personalmente la correzione. “Se tuo fratello pecca, rimprovera solo lui.” È il modo di esercitare la responsabilità davanti a un membro della comunità che non è sulla strada giusta. Se vuoi veramente il bene di quella persona, devi affrontarlo personalmente e fraternamente.
“Se non ti ascolta, chiamane un altro o due.” Sarebbe il secondo passo. Se, nonostante tutto questo, le cose non cambiano, “dillo alla comunità”. Se questo non funziona, deve essere trattato come qualcuno al di fuori della comunità.
Il messaggio di fondo di questo intero processo è che la divisione nella comunità deve essere evitata. L’importanza dell’unità è cruciale nella vita cristiana, poiché è una garanzia che la fede è vissuta in comunione con gli altri membri della comunità.
Di fronte a un mondo dove prevalgono l’individualismo e la divisione, mettere in luce la nostra condizione di comunità cristiana che cammina insieme è un gesto significativo ed è ciò che dovrebbe prevalere nelle nostre celebrazioni, manifestando così la convinzione che Gesù è vivo in mezzo a noi, esaudendo così la sua richiesta, espresso nell’Ultima Cena.
Prega:
Ringrazio Dio per la sua compagnia, per i suoi insegnamenti, per la sua forza …
Termino recitando il Padre Nostro o un’altra preghiera spontanea.

