Depressione, fede, e falsi miti

È almeno dal tempo di Giobbe che le persone lottano con la depressione. La depressione isola, in quanto induce chi ne soffre a isolarsi dagli altri. Sfortunatamente, lo stigma che circonda la depressione (anche all’interno delle comunità cristiane) spesso rafforza l’isolamento. Non solo gli altri stigmatizzano coloro che sono depressi, ma gli individui depressi, spesso, credono a queste incomprensioni su se stessi e provano vergogna. Questa vergogna nasce dall’ignoranza e dall’incomprensione sulla natura della depressione.

Si potrebbe paragonare la depressione alla spina nella carne dell’apostolo Paolo. Quando Paolo implorò ripetutamente Dio di rimuovere questa spina, Dio rispose: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza. Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amore di Cristo; perché, quando sono debole, allora sono forte” (2 Cor. 12, 9-10).

Anche la depressione è una debolezza in cui la grandezza di Dio può essere magnificata, certamente, occorre però sfatare alcune false credenze (che chiameremo miti) molto diffuse, su di essa. Sono cinque (nella realtà sono molti di più, ma intanto iniziamo da questi).

Primo mito: la depressione non è reale e basta la forza di volontà per venirne fuori

Realtà: l’idea che la depressione non sia reale è un equivoco pericolosissimo che impedisce a molte persone di chiedere e ottenere aiuto.  Non chiederesti mai a qualcuno che sanguina di smettere di sanguinare. Sì, certo, la malattia mentale è spesso innescata da fattori di stress o da fattori ambientali negativi, ma ciò non significa che non sia reale. Anche la malattia fisica è spesso innescata da fattori di stress e da fattori ambientali negativi. Lo stress può causare ulcere e aumentare il rischio di infarto. Tutte malattie molto gravi che, come appunto la depressione, necessitano di cure, non di condanna, perché sono reali, molto reali.

Secondo mito: la depressione è un peccato.

(Variante: essere depressi significa che non ti fidi di Dio. Essere depressi significa che non riesci a essere gioioso in tutte le cose o a rendere grazie a Dio.

Realtà: la depressione è una malattia, non è assolutamente un peccato.

Se hai il raffreddore o soffri di mal di schiena o di qualche malattia fisica, qualcuno ti ha mai detto che sei un peccatore o che non ti fidi di Dio perché stai soffrendo? Sembra irragionevole perché lo è. È altrettanto irragionevole dire che soffrire di depressione o di qualsiasi altra malattia mentale è un peccato. Dio ha creato un mondo perfetto, ma quando il male è entrato nel mondo, la perfezione è andata in frantumi e il mondo non è più stato lo stesso. Tutti soffriamo in qualche modo per i risultati del male che irrompe nella creazione perfetta di Dio. La malattia, che sia fisica o mentale, è uno dei tanti modi in cui sperimentiamo questa perduta perfezione del mondo.

Terzo mito: la depressione scomparirà se preghi abbastanza intensamente o hai abbastanza fede.

Realtà: la depressione di solito deve essere trattata con qualcosa di più della preghiera, che pure è certamente importantissima. Ancora una volta, bisogna ripeterlo, la depressione è una malattia. Come con qualsiasi altra malattia, chi soffre di depressione dovrebbe cercare un trattamento medico professionale. Difficilmente Dio interviene direttamente per guarire le malattie mentali o fisiche, ma ci fornisce i modi per guarire. Dio ha dato a persone come medici e professionisti della salute mentale le risorse e le capacità per aiutare chi necessita del loro aiuto. Non c’è neppure da vergognarsi nell’avere bisogno di farmaci per la depressione se sei un cristiano: è solo uno dei modi attraverso dei quali Dio ci aiuta.

Quarto mito: la depressione è autocommiserazione. Se sei depresso, ti dispiace solo per te stesso.

Realtà: l’accusa di fondo, qui, è che una persona sta rispondendo con un dolore sproporzionato rispetto alla propria perdita. Tuttavia, le persone rispondono a situazioni difficili in vari modi. Ciò che potrebbe non rappresentare una grande perdita per una persona, potrebbe essere devastante per un’altra. Ciò può essere dovuto ai valori di un individuo, alle perdite precedenti che ha subito in passato o a una predisposizione genetica che lo rende più sensibile di altri. Qualcuno potrebbe dire (in perfetta buona fede) a chi soffre di depressione: “Molte persone stanno peggio di te. Non hai nulla di cui essere depresso”. Queste informazioni possono essere fornite con buone intenzioni, certamente, e chi fa simili affermazioni sta magari cercando di dare una prospettiva alla sofferenza della persona depressa o potrebbero cercare di incoraggiarne uno spirito di gratitudine piuttosto che di lamentazione. Sfortunatamente, però, tali consigli di solito non sono utili. La persona depressa è spesso consapevole che c’è chi soffre più di lui e se ne vergogna. Alimentare il senso di colpa è davvero la cosa meno utile che si possa fare.

Quinto mito puoi sempre dire se qualcuno è depresso dalle apparenze o dalle azioni esteriori.

Realtà: non puoi sempre dire (o meglio: non puoi mai dire) che qualcuno è depresso da come appare o da come si comporta.

Molte persone che soffrono di depressione sono così abili nel nascondere la loro condizione che non lo sapresti mai dall’esterno. Puoi contemporaneamente desiderare di non esistere più, ma essere brillante con le persone intorno a te. Ciò perché lo stigma sociale per chi affronta simili malattie è ancora molto alto. Ciò è particolarmente vero per chi soffre di disturbo bipolare, che include alti stati d’animo, chiamati episodi maniacali, alternati a depressione profonda e grave. Mai giudicare dalle apparenze: non puoi mai presumere che qualcuno stia bene in base a come si comporta esternamente.

Conclusioni (provvisorie)

Se soffri di depressione o di un’altra malattia mentale, sappi questo: Dio si preoccupa profondamente quando soffri. Stai soffrendo, potresti chiederti dove sia Dio. È proprio lì con te, proprio come è sempre, che tu lo senta o meno. Anche se sei così depresso da non riuscire a tradurre le tue preghiere in parole coerenti, Dio capisce. Dio ascolta le grida del tuo cuore ed è con te.

Come dice il Salmo 34,18: “Il Signore è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito”. A volte dovrai superare lo stigma e le idee sbagliate che circondano la depressione mentre cerchi aiuto e supporto. Dio può darti la forza per cercare l’aiuto di cui hai bisogno. Non importa quello che gli altri possono dirti:  non è vergognoso o un segno di fede debole andare in terapia o prendere i farmaci prescritti per una malattia mentale.

Alcune persone non capiranno mai completamente la verità sulla depressione. Cerca persone con cui ti senti al sicuro e che possono supportarti senza giudizio. È importante che le persone ti incoraggino, camminino accanto a te, preghino per te e ti ricordino la verità dell’amore e della fedeltà di Dio durante questi momenti difficili.

Con l’amore e il sostegno di Dio e delle persone intorno a te, anche questi momenti difficili possono essere superati. Se sei depresso, dillo a qualcuno. Dillo ad un medico, dillo ad un amico, dillo ad un familiare, dillo ad un consulente. Ma, per favore, non soffrire da solo, non faresti che aumentare la sofferenza.

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