Vangelo del giorno: 5 agosto

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Dal Vangelo secondo Matteo (16, 13-23)


In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me

Medita:

Vediamo in questo brano evangelico Gesù rivolgere la sua domanda più personale ai suoi apostoli: “E voi, chi dite che io sia?” e la difficoltà degli apostoli, in questo caso simboleggiata nelle due azioni di Pietro, di scoprire bene chi era Gesù e in cosa consisteva la sua missione. Pietro, aiutato dal “Padre mio che è nei cieli”, colpisce nel segno, rispondendo correttamente alla domanda di Gesù: “Tu sei il Messia, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù stesso promette di dargli le chiavi del Regno e di edificare la sua chiesa sulla pietra che è Pietro.

Ma quando Gesù stesso parla loro di come saranno i suoi ultimi giorni sulla terra e come sarà la sua morte prima della sua risurrezione, Pietro chiede a Dio che ciò non avvenga. È allora che Pietro riceve un forte rimprovero da Gesù stesso: «Vattene dalla mia vista, Satana, mi fai inciampare, pensi come gli uomini, non come Dio».

Non ci vuole molto perché ognuno di noi, seguaci di Gesù, ci vediamo riflessi nel doppio Pietro di questo vangelo. Confessiamo sinceramente Gesù come il Messia, il Figlio di Dio, come il nostro tesoro migliore, il nostro Re e Signore… ma, di tanto in tanto, siamo capaci di rifiutare Gesù, alcuni suoi atteggiamenti e alcune sue parole. Abbiamo bisogno dell’aiuto di Gesù stesso per seguirlo sempre, nei tempi buoni e negli altri, nelle nostre domeniche di risurrezione e nei nostri venerdì santi… Chiediamo di reagire continuamente come il primo Pietro e non come il secondo.

Prega:

Ringrazio Dio per la sua compagnia, per i suoi insegnamenti, per la sua forza …

Termino recitando il Padre Nostro o un’altra preghiera spontanea.

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